I 3 passi !

5 06 2006

Nuovo motogiro; questa volta non in solitario ma in compagnia di giorgio (il comasco canturino bastardo :D ).

Giro pianificato: voghera, varzi, penice (come il giro precedente) bobbio, val trebbia, liguria e poi rientro.

Giro effettivo: voghera, varzi, penice, bobbio, val trebbia, val d’aveto, passo fregarolo, val trebbia, passo brallo, zavattarello val tidone e rientro a milano.

Ci siamo trovati al casello della milano genova e abbiamo fatto l’autostrada insieme fino a casei gerola, mi ha fatto piacere vedere che non era difficile tenere dietro a Giorgio con la ben piu’ stradale strommina.

Da casei gerola a varzi ho fatto strada io, la strada e’ tranquilla e l’unica difficoltà è stato il sorpasso di un camion. A varzi breve giro del paese con acquisto di panini con salame e prosciutto poi di nuovo su verso il Penice; sempre io a fare strada. Qui le cose si sono fatte più divertenti, la strada comincia a fare qualche tornante e io comincio a sbagliare un po’ :) Per fortuna niente di grave, piu’ che altro qualche curva finita un po’ larga oppure qualche frenata non necessaria, nello specchietto vedo Giorgio che mi segue fiducioso anche se dopo un po’ lo vedo staccarsi di qualche metro in piu’; a fine salita mi confermerà che lo portavo a sbagliare ;) sono diabolico!

Sosta in cima alla salita per guardare la cartina e un po’ il paesaggio si prosegue, in discesa mi va un po’ meglio: non sono un fulmine di guerra ma vado giù tranquillo. Mi tolgo anche la soddisfazione di superare un “collega” motociclista in discesa, a onor del vero va detto che era un probabile neo motociclista con una er6-n nuova di pacca.

Da bobbio facciamo un pezzo di val trebbia (divertente, tutta curve, giustifica la sua fama) e poi deviamo verso S.Stefano d’aveto. La val d’Aveto e’ ancora più bella, mille curve una dietro l’altra e pochissime macchine! Qui ci divertiamo di brutto, mai esagerando ma diamo sfogo alla nostra voglia di guidare. L’unica pecca è la salita fino a S.Stefano, una stradaccia brutta e piena di buche e ghiaino. Il paese però è carino e ospita un santuario piuttosto bizzarro; a quello che abbiamo capito è stato eretto negli anni 20 e architettonicamente non ci è sembrato niente di che però abbiamo notato che all’interno ospita dei camei dedicati a Volta, Dante, Beato Angelico, Giotto e soprattutto Galileo!

Da S. Stefano si riparte per rientrare, per tornare verso la val trebbia ci imbattiamo nel passo del Fregarolo; lo affrontiamo con Giorgio a fare strada e io a seguire diligente cercando di carpire qualche segreto della guida. La cosa mi aiuta parecchio e riesco a stargli dietro senza troppa difficoltà. Vedo alcune differenze, lui usa molto di piu’ il cambio e frena più di quanto faccia io. Provo ad adeguarmi e la cosa migliora, decido di usare comunque meno il cambio (credo che il motore della giesserina sia un po’ più elastico) ma freno più deciso, questo aiuta molto le curve. Il Fregarolo è divertente e un po’ più impegnativo del Penice, per questo ci diverte anche di più.

Riprendiamo la val Trebbia e scorre via facile sotto le ruote al punto che durante una piega striscio con la punta della scarpa… decisamente sto migliorando!

Un paio di lunghi rettilinei e poi riprendono le curve, Giorgio fa in tempo a schivare di un soffio un gsxr in senso contrario e decidiamo di affrontare il terzo passo della giornata: IL Brallo.

Rispetto al fregarolo è più semplice e breve ma pur sempre divertente, ormai la mia guida è piu’ sciolta e sicura e mi diverto di più!

Finito il Brallo si ripassa da Varzi si gira per zavattarello e si torna verso Milano seguendo la val tidone, la strada adesso è tranquilla e assolata, la stanchezza si fa sentire e sicuramente soffro un po’ di piu’ vista la posizione un po’ piu’ corsaiola della mia moto.

In ogni caso “scorto” Giorgio fino alla tangenziale e poi mi avvio verso casa con il tipico sorriso ebete del motociclista :)


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