Oggi nuova “gita” in moto. Il tempo non è dei migliori (grigio, abbastanza freddino) e memore dell’esperienza di settimana scorsa scendo a prendere la moto bardato di tutto punto; giacca da moto, maglione girocollo, fascia lombare (fa molto dott.Gibeau ma vi assicuro è fondamentale per la schiena), pantaloni antivento e guanti invernali. Non avendo una meta definita decido per la Valganna, o meglio decido di andare a vedere che ne è stato della casa di campagna che affittavamo quando ero bimbo.
Scarto l’autostrada per una serie di motivi (tranquillità familiare, rodaggio della moto, poca voglia di confrontarmi di nuovo con il vento) e mi avvio a passo tranquillo sulla statale verso Saronno; la moto macina chilometri e piano piano anche io prendo confidenza con la situazione relativamente nuova.Per il primo tratto me la prendo veramente tranquillo non supero le auto e vado sui 60/70 Km/h alternando quarta quinta e sesta in modo da “slegare” un po’ il motore. Vado piano non conosco la strada e decido di godermi l’arietta fresca e i saluti dei motociclisti che incontro, per un pezzo sono affiancato da un biker con una bella yamaha Dragstar. Arrivo a Varese e prontamente mi incasino cercando la strada verso Brinzio che trovo dopo un bel giro nel traffico Varesino. La strada sale con qualche curva morbida, il traffico è poco e mi permette di imparare a gestire la moto sul saliscendi.
A Brinzio scopro che l’inverno non se n’è ancora andato e questo è lo spettacolo che ho trovato:

Purtroppo non posso rendervi partecipi dell’aria frizzantina che ho trovato…
Dopo la breve sosta per scattare le foro e sgranchirmi, di nuovo in sella e via. Stavolta in mezzo al bosco su una strada tortuosetta, vado tranquillo perchè la neve a bordo strada sciogliendosi ha creato dei rigagnoli sull’asfalto che non vorrei scoprire ghiacciati.
Quindi seguo tranquillo un ‘auto su e giu’ per la montagnola quando ad un certo punto sento un rombo esagerato, guardo gli specchietti ma non vedo nessuno; passo le 3 curve seguenti a cercare di capire come mai la mia moto si è messa a rombare quando finalmente vedo in un specchietto la punta di uno specchietto di un’altra moto… era un indigeno che mi seguiva molto da vicino. Vistosi scoperto il marrano ha sorpassato me e la macchina in curva ed è sparito all’orizzonte.
Dopo il siparietto discesona (12%) verso la meta:

Si lo so che non è granchè, ma è la casa dove mi sono divertito un sacco tra le elementari e le medie ed era un po’ che volevo vedere che ne era stato. E’ rimasta identica!
Dopo questa rassicurante scoperta, rapido pasto a base di arrosto, funghi e polenta dalla Sciura Adele e rientro verso Milano per la stessa strada.
Questa volta non dovendo controllare la strada mi sono dedicato di più alla guida facendo ruggire un po’ di piu’ il motore della motina. Reagisce bene, è pronta e nei sorpassi va alla grande (ma’ stai tranquilla non ho fatto nulla di folle ho solo superato due furgoni che mi davano fastidio).
Alla fine del giro tempo impiegato pasto compreso : 4.30 h
Chilometri fatti: 150 Km.
Lunghezza del post: infinita (bravi se avete letto fin qui).
Soddisfatto.